Anno XXXII
“SAN PAOLO”
Gennaio 1957
Roma Casa Generalizia,
“AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI” (S. EPIPHANIUS EP.)
ANNO A S. PAOLO APOSTOLO
DAL 25-1-1957 AL 25-1-1958
Dopo aver consacrato un anno al Divino Maestro Gesù: dopo aver consacrato altro anno alla Regina Apostolorum; sentiamo il bisogno ed insieme il dovere e l'utilità di un anno a San Paolo Apostolo, nostra guida e nostro protettore.
Molti l'avevano chiesto subito dopo l'anno dedicato al Divin Maestro, giacché S. Paolo ne fu il più profondo interprete.
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I fini che ci proponiamo sono:
1) Mostrare la nostra riconoscenza al Padre nostro che ci ha custoditi, guidati, illuminati nel duro cammino di tanti anni, particolarmente nei primi.
2) Conoscere meglio S. Paolo: sulla sua alta personalità umana e spirituale molto si è scritto; ma rimane ancora tanto da dire. «Conosci tuo Padre»: la sua santa vita, il suo apostolato, la sua dottrina, il suo potere presso Dio. Conoscere l'Apostolus Christi, il Magister gentium, il Minister Ecclesiae, il Vas electionis, il Predicator evangelii, il Martir Christi. Conoscere in quanta parte Egli è entrato nella Dogmatica, morale, liturgia, organizzazione della Chiesa.
3) Imitare meglio le sue virtù. Egli fu il vero Homo Dei: un uomo in modo eccezionale colmato di grazie, un uomo cui particolarmente sono affidate le cose di Dio, un uomo in modo speciale obbligato a Dio, un uomo che poté dire «gratia eius in me vacua non fuit». Egli un cantore di Dio, banditore della gloria di Dio, promotore del culto di Dio, propugnatore delle leggi di Dio, il segregato di Dio, il prigioniero di Cristo, che vive in Cristo.
4) Pregare San Paolo. Tre ragioni: il potere dei Santi presso Dio è in proporzione del lavoro fatto per Dio sopra la terra. Inoltre egli è padre della famiglia; e un padre pensa ai figli. Possiamo ottenere la sua bontà con le nostre preghiere.
5) Amare l'Apostolo. Quando si dice semplicemente l'«Apostolo» si intende di riferirsi a San Paolo; talmente la sua figura si eleva su la comune: «abundantius laboravi».
6) Ottenere che quanti sono sparsi nelle varie nazioni, nostri e nostre, sappiano, su l'esempio di S. Paolo, sapientemente e santamente distinguere quello in cui devono uniformarsi; quello che devono portare e comunicare; quello che devono evitare. Invocare il Magister gentium, nostro padre e modello.