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Veramente egli non usò prendere annotazioni, non sapendo cosa dire di molte cose; sentendo insieme ripugnanza a farlo ed umiliazione per tutte le parti; lascierebbe più volentieri tutto nelle mani di Dio, sapendo che tutto Egli svelerà nel giudizio universale, alla sua gloria.
II.
ESPERIENZE E ORIENTAMENTI
Giovinezza: le vocazioni
Nel periodo delle vacanze estive (dal 1909 al 1918), faceva gli Esercizi Spirituali presso qualche Istituto religioso. Nei tempi liberi cercava di avvicinare i Superiori per conoscere le vie tenute nel reclutamento e formazione delle persone. Notò assai la necessità di preferire giovani, anziché adulti già formati altrove, e per altri ministeri.
È una vera ricchezza quanto stabilito nelle Costituzioni (art. 21, 178):1 l’uso di accogliere, ordinariamente, aspiranti giovani. La vita vissuta per parecchi anni, prima della professione, prepara il giovane a prendere la decisione con piena coscienza.
La vita paolina ha in realtà poche mortificazioni esterne, ma richiede tutta una continuità di sacrifici: gli apostolati sono in realtà una grave fatica. Si richiede abitudine al sacrificio e generosa dedizione.
In quel periodo2 prese più intima conoscenza di San Basilio, San Benedetto, San Francesco d’Assisi, San Giovanni Battista [de] La Salle,3 che avevano moltissime vocazioni maschili di laici. Dunque il Signore ha sparse nel mondo molte anime generose, che chiama a sé, alla perfezione, accanto al sacerdozio. Chi farà la carità di aprire loro la porta ed indirizzarle a speciale santità? Si potrà di questi giovani, figli della divina predilezione, far giardini di gigli, rose e viole?4
E perché, inoltre, non si potranno ancora associare ad un apostolato? Come un giorno sorsero Istituti in cui il Sacerdote religioso trovava la via aperta alle opere di zelo e cura d’anime, oggi bisogna dare al Fratello laico una partecipazione allo zelo del Sacerdote, dare a lui un quasi sacerdozio!
Sacerdote che scrive, lavoro tecnico che fa il Fratello moltiplicatore e diffusore. Va bene questo: «Vos autem gens sancta, regale sacerdotium»!5 Intimamente collegati nella vita religiosa, Sacerdote e Fratello, uniti nel medesimo apostolato, per prepararsi la corona celeste.
Ecco i Discepoli!6 La predicazione con i mezzi moderni del Sacerdote si libera da una schiavitù con operai comuni e si moltiplica indefinitivamente; l’opera del Discepolo che eleva, letifica, moltiplica la sua attività; Dio glorificato, il Vangelo annunziato, le anime illuminate.
La condotta di Dio
La Provvidenza operò secondo il suo ordinario metodo divino: fortiter et suaviter:7 preparare e far convergere le vie secondo il suo fine, illuminare e circondare degli aiuti necessari, far attendere l’ora sua nella pace, iniziare sempre da un presepio, agire così naturalmente da non poter facilmente distinguere la grazia dalla natura, ma, certo, [impiegando] entrambi.
D’altra parte non vi è da forzare la mano di Dio, basta vigilare, lasciarsi guidare, nei vari doveri cercare di impegnarvi mente, volontà, cuore, forze fisiche...
L’uomo ha sempre tante imperfezioni, difetti, errori, insufficienze e dubbi sul suo operare da dover tutto rimettere nelle mani della Divina Misericordia e lasciarsi guidare. Egli mai forzò la mano alla Provvidenza; attendeva il segno di Dio.
Per le Suore Pastorelle egli cominciò a pregare dal 1908, ma tale Congregazione cominciò dopo trent’anni.8
Avveniva talvolta che occorresse una maturazione serena, calma delle cose da farsi. Il Signore disponeva un breve periodo di letto: dopo essersi chiuso in camera per una o due giornate, ne usciva rinfrancato, presentava al Direttore spirituale i progetti (correggeva, accresceva, secondo il caso), se occorreva all’Autorità ecclesiastica, e si metteva mano alle iniziative. Non sempre il momento era maturo; ma il Signore faceva conoscere le cose lasciando al suo servo il lavoro, anche gli errori... e poi interveniva Lui a redimere gli errori ed i falli, ed operare al suo posto.9
Il “grave turbamento” e la romanità
L’istituzione nasceva nel 191410 tra profondi rivolgimenti. Alla fine di luglio, [egli] aveva appena preso l’impegno di acquisto della tipografia, che avvennero le prime dichiarazioni di guerra; cui seguì una conflagrazione mondiale.11 Francesco Giuseppe non aveva accolto l’invito e la preghiera di Pio X12 per la pace.
Due correnti del clero erano durate sino al 1900:14 l’una fedele alle direttive della Santa Sede; l’altra imbevuta del liberalismo di Mazzini, Cavour, Minghetti...15
Una parte ancora ferma sugli antichi metodi di vita e di pastorale, ed assente rispetto ai nuovi bisogni; l’altra parte preoccupata dell’avanzarsi del socialismo e convinta della necessità di scuotere il giogo della dominante massoneria, con sistemi, organizzazioni, azione aggiornate. E, come facilmente avviene, alcuni sopravalutando l’azione deprezzavano l’orazione, con la conseguente condanna dell’americanismo.16
Poi, la pastorale prese un orientamento conforme all’esempio ed all’opera di Pio X, seguendo vie costruttive. Pio X appariva e si presentava in una luce affascinante: il nuovo Gesù Cristo visibile fra le moltitudini.
Per un certo periodo nulla vi era di buono nella cultura se non veniva dalla Francia; poi tutti si erano rivolti agli studiosi tedeschi.17
Un grave turbamento e disorientamento era venuto, per il precipitoso estendersi del modernismo:18 nella letteratura, nell’arte, nella disciplina ecclesiastica, nel giornalismo, teologia, filosofia, storia, Scrittura, ecc. Molti, specialmente del giovane clero, si sviarono. L’opera vigile e risoluta di Pio X aveva illuminato e richiamato gli uomini di buona volontà.
Altro punto: le nuove scoperte avevano rivoluzionato molte cose.
Sotto l’aspetto sociale gravi mali turbavano tutto il sistema di produzione, distribuzione e consumo della ricchezza. I principii liberali ereditati dalla rivoluzione francese li avevano aggravati;19 per reazione il socialismo penetrava largamente portando il materialismo e la lotta di classe; Leone XIII aveva indicati i rimedi in varie encicliche;20 specialmente insisteva sopra la vera democrazia cristiana.21 Anche per questo, tra il clero nuove divisioni:22 un precipitarsi verso l’azione economica di molti senza sufficiente avvedutezza; ed una marcata resistenza all’indirizzo della Santa Sede.23
In materia politica si viveva allora il caso di coscienza24 tra il non expedit25 e la convinzione di molti che sentivano (come più tardi si è espresso Pio X) la necessità di tutelare i supremi beni delle anime e della patria. Anche qui divisione, discussioni, prese di posizione assai diverse.
E già si affacciavano nuovi mezzi di travaso del pensiero: la stampa, potenziata da organismi sempre più forti; il cinema, dapprima riguardato con diffidenza, prendeva proporzioni sempre più vaste; la scuola diveniva il campo su cui increduli e cattolici si disputavano le anime; la radio e la televisione ben presto sarebbero nate già adulte.
Di qui un susseguirsi di atti da parte della Santa Sede che invitavano i cattolici ad essere all’altezza dei nuovi compiti; mentre si notavano molti indolenti, e spiriti inconsiderati; cattolici e clero consapevoli ed operanti secondo le direttive papali.26
Queste cose ed esperienze, meditate innanzi al Santissimo Sacramento, maturarono la persuasione: sempre, solo ed in tutto, la romanità. Tutto era stato scuola ed orientamento.
Non vi è salute fuori di essa; non occorrono altre prove per dimostrare che il Papa è il gran faro acceso da Gesù all’umanità, per ogni secolo. I primi membri facevano un quarto voto, [di] «obbedienza al Papa quanto all’apostolato», messo a servizio del Vicario di Gesù Cristo.27
La Provvidenza dispose28 per questo una lunga preparazione. Il lavoro fatto per l’Università Cattolica di Milano (1905-1906) per raccogliere contributi al Comitato promotore per fondarla.29
Corsi di conferenze sociali, studi sociali negli anni di Teologia e successivi, i congressi di indole sociale cui dovette prendere parte per disposizione dei superiori, la cooperazione ad organizzazioni ed opere sociali,30 le relazioni con uomini di Azione Cattolica tra cui il Cardinal Maffi,31 il Professor Toniolo, il Conte Paganuzzi, il Ragionier Rezzara.
Più impegnativo fu il periodo dopo lo scioglimento dell’Opera dei Congressi.32 Pio X vi sostituì l’Unione Popolare fra i Cattolici,33 su l’esempio della Germania. Le ragioni erano gravi; essa non fu ben accolta, in generale; si dovette lavorare su tanti buoni sfiduciati, e tanti avversari irreducibili.
Tanto si scrisse su la Gazzetta d’Alba;34 durante gli anni 1911-1914 si dovettero percorrere in buona parte le parrocchie della diocesi per stabilirla, per conferenze, per sciogliere difficoltà. Si era quasi soli: due persone guidate dal Vescovo.35
Quando Pio X, ottimo conoscitore dei tempi e guidato da Dio, portò un lenimento al non expedit,36 [egli] lavorò specialmente per le elezioni dei candidati sostenuti dai cattolici, per diversi anni e con buoni risultati. I quali risultati culminarono nelle elezioni in cui il Partito Popolare37 ebbe una magnifica affermazione e costituì alla Camera un centro che fu un forte muro contro la massoneria38 ed il socialismo; finché si arrivò al fascismo.39
Azione e preghiera orientarono verso un lavoro sociale cristiano che tende a sanare Governi, scuola, leggi, famiglia, relazioni tra le classi, ed internazionali. Perché il Cristo, Via, Verità e Vita, regni nel mondo! La Famiglia Paolina ha qui un largo compito e responsabilità.
Universalità
San Paolo: il santo dell’universalità. L’ammirazione e la divozione cominciarono specialmente dallo studio e dalla meditazione della Lettera ai Romani. Da allora la personalità, la santità, il cuore, l’intimità con Gesù, la sua opera nella Dogmatica e nella Morale, l’impronta lasciata nell’organizzazione della Chiesa, il suo zelo per tutti i popoli, furono soggetti di meditazione. Gli parve veramente l’Apostolo: dunque ogni apostolo ed ogni apostolato potevano prendere da Lui.
A San Paolo venne consacrata la Famiglia.40 A San Paolo va attribuita anche la guarigione del P.M.41
La Famiglia Paolina ha una larga apertura verso tutto il mondo, in tutto l’apostolato: studi, apostolato, pietà, azione, edizioni. Le edizioni per tutte le categorie di persone; tutte le questioni ed i fatti giudicati al lume del Vangelo; le aspirazioni sono quelle del Cuore di Gesù nella Messa; nell’unico apostolato «per far conoscere Gesù Cristo» [cf Gv 17,3], illuminare e sostenere ogni apostolato ed ogni opera di bene, portare nel cuore tutti i popoli; far sentire la presenza della Chiesa in ogni problema: spirito di adattamento e comprensione per tutte le necessità pubbliche e private, tutto il culto, il diritto, il connubio della giustizia e della carità.
Per cinque anni, lesse due volte ogni giorno un tratto della Storia universale della Chiesa del Rohrbacher;42 per altri cinque anni quella dell’Hergenröther;43 per otto anni, nei tempi liberi, lettura della Storia universale del Cantù,44 estendendosi alla storia della Letteratura universale, dell’Arte, della Guerra, della Navigazione, della Musica in specie, del Diritto, delle Religioni, della Filosofia.
Anche l’ufficio di bibliotecario in Seminario giovò assai. La biblioteca era abbastanza fornita di edizioni vecchie, pochissimo di nuove; ma si ottennero disponibilità di denaro e si arrivò a fornirne molte, come si arrivò a provvedere tutte le migliori riviste ed enciclopedie e dizionari di scienze cattoliche. La lettura della Civiltà Cattolica45 continuata dal 1906 ad oggi, poi L’Osservatore Romano, Atti della Santa Sede, Encicliche (da Leone XIII) furono un nutrimento continuo.
Dal Canonico Chiesa aveva appreso a trasformare tutto in oggetto di meditazione e di preghiera presso il Maestro divino: per adorare, ringraziare, propiziare, chiedere.
Per un certo ordine nelle edizioni: primo, per servizio al Clero, ai bambini, ai giovani, alle masse e coloro che sopra le masse esercitano maggior influenza, come i maestri; quindi alle missioni, alle questioni sociali, agli intellettuali, ecc.
Edizioni in spirito paolino, espresso nelle parole di San Paolo che, dopo aver indicato ciò che è essenziale: «vivere in Cristo» [cf 2Tm 3,12], aggiunge ai Filippesi: «De cetero, Fratres, quæcumque sunt vera, quæcumque pudica, quæcumque iusta, quæcumque sancta, quæcumque amabilia, quæcumque bonæ famæ, si qua virtus, si qua laus disciplinæ, hæc cogitate. Quæ didicistis et accepistis, et audistis et vidistis in me, hæc cogitate: et Deus pacis erit vobiscum» (Fil 4,7.8.9).46
Lo spirito liturgico
Grande giovamento [gli recò] la lettura dei libri di Guglielmo Durando, Gavanti, Barin, Destefani, Guéranger, Caronti, Schuster, Veneroni, Eisenhofer, Lefèbvre;47 così pure giovarono i periodici Ephemerides Liturgicæ48 e la Rivista liturgica (Finalpia).49 Impressione particolare [ricevette da] l’opera di Pio X per il canto sacro,50 per il breviario, per l’insegnamento della liturgia.
Dovette far scuola di liturgia alcuni anni. Fatto poi maestro di cerimonie, sacrestano in seminario, cerimoniere del Vescovo, con l’incarico di preparare il libro delle cerimonie, gustò sempre meglio la preghiera della Chiesa e con la Chiesa.
Quei doveri portarono al desiderio di avere chiese adatte per le belle funzioni liturgiche. Un giorno ebbe una confidenza del Vescovo: «Un tempo predicavo di preferenza il dogma; poi di preferenza la morale; oggi sento più utile esporre le preghiere liturgiche, con gli insegnamenti dogmatici e morali che vi sono connessi». È stato un indirizzo per lui.
Conseguenze:
Nella Famiglia Paolina si tenne in gran conto il canto gregoriano e la musica sacra; per tempo si pose mano al messalino,51 che si preparava nella scuola; poi il bollettino liturgico,52 La vita in Cristo e nella Chiesa, le Pie Discepole53 con finalità liturgica, il tutto considerando la liturgia nel suo senso pieno e realistico.
Il Divin Maestro sacramentato abita in 150 cappelle della Famiglia Paolina.54
Tre chiese principali
[Sono state erette] al Divin Maestro,55 alla Regina Apostolorum56 e a San Paolo,57 secondo le tre principali divozioni.58
Gli era stata affidata la scuola di Arte sacra. Perciò [ne seguì] la lettura di testi, le visite ad opere, le discussioni su riviste sopra il principio: «L’arte per la vita, per la verità, per il bene».59
Per tempo si era iscritto come membro alla società “Amici dell’arte cristiana”.60
Le tre chiese sono costruite secondo i principii pubblicati diversi anni prima negli Appunti di Teologia pastorale.61
Di ciascuna dette lo schizzo all’Architetto per elaborarne il disegno, con programma generale del lavoro, perché la chiesa abbia unità e svolgimento di tema in ogni parte: architettura, scultura, pittura, vetrate, suppellettili. Soprattutto [perché] corrisponda al fine per cui è costruita una chiesa paolina.
Catechismo
Sempre azione esteriore ed azione interiore della grazia. Per sei anni, chierico, fu catechista in Duomo e nella parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. Prima venne avviato nello studio della pedagogia dai Fratelli delle Scuole Cristiane (allora erano in Alba); poi (1910-14) dovette studiare i metodi catechistici, l’organizzazione catechistica nelle parrocchie, la formazione spirituale, intellettuale e pedagogica dei catechisti. [Seguì] il lavoro catechistico per tre anni nell’oratorio maschile, le scuole di religione agli alunni del liceo pubblico, la partecipazione a congressi catechistici, ecc. Tutti passi che la gentile ed amorosa Provvidenza dispose; e che nonostante la nostra miseria ed incorrispondenza «attingit a fine usque ad finem fortiter suaviterque disponens omnia» [cf Sap 8,1].62
Atti della Santa Sede sul catechismo, buoni testi catechistici, lavoro per formare i catechisti, proiezioni catechistiche, quadri murali, attrezzatura catechistica: tutto aveva servito nelle mani di Dio.
Soprattutto quando dal Vescovo venne chiamato nella commissione catechistica diocesana, composta di tre Sacerdoti, per la elaborazione dei testi di classe e dei programmi catechistici diocesani, fece del catechismo uno studio e apostolato particolare.
Sempre si considerò l’opera catechistica come la prima e fondamentale: «Andate, predicate, insegnate» [Mt 28,19; Mc 16,15].63 Ora in Italia ed all’estero, il lavoro catechistico della Famiglia Paolina si fa sempre più largo ed intenso.
Spirito pastorale
Questa ricchezza, alla Famiglia Paolina, è maturata ed arrivata come le altre: per un’azione e luce di Gesù-Ostia e per gli uffici affidatigli e compiuti dall’obbedienza. In tre parrocchie specialmente esercitò il ministero pastorale;64 in molte si trovò per predicazioni, confessioni, conferenze, azione cattolica.65 Ebbe contatti vari ed esperienze di anime e di ministeri. Sentiva sempre più vivo: «Andate, predicate, insegnate, battezzate».66 Fu allora che pensò a formare le collaboratrici dei Pastori: le “Suore Pastorelle” (1908).67
Per due anni, in conferenze settimanali, con dodici sacerdoti, studiò i mezzi di una buona e aggiornata cura d’anime. Su questo interrogò ed ebbe suggerimenti scritti (che trasmetteva ai chierici e giovani sacerdoti) da una quindicina di Vicari Foranei. Ne risultò il libro (1913) Appunti di Teologia pastorale.68 Il Card. Richelmy nella prefazione69 osserva che in esso sono indicati i mezzi più adatti al tempo presente.
Per il carattere pastorale nell’apostolato paolino, molto prese da due grandi maestri: Swoboda, Cura d’anime nelle grandi città70 e Krieg, Teologia pastorale,71 volumi 4, che lesse e rilesse per due anni.
Mise sotto la protezione di Maria Regina degli Apostoli il ministero, e la medesima cosa insegnò ai chierici e giovani sacerdoti.
Insistette sopra la catechesi e la predicazione a viva voce ed a mettervi accanto la parola di Dio scritta (scuola di eloquenza 1912-1915); tenendo presenti tutte le categorie di persone, specialmente le masse.
Sale, luce, città: animazione cristiana della cultura
«Voi siete sale, voi siete luce, voi siete città posta sul monte...» rispetto al mondo. È il pensiero del Divino Maestro [cf Mt 5,13-14].
Dare in primo luogo la dottrina che salva. Penetrare tutto il pensiero e sapere umano col Vangelo. Non parlare solo di religione, ma di tutto parlare cristianamente; in modo simile ad una università cattolica che, se è completa, ha la Teologia, [la] Filosofia, le Lettere, la Medicina, l’Economia politica, le Scienze naturali, ecc., ma tutto dato cristianamente e tutto ordinato al cattolicesimo.
Così la Sociologia, la Pedagogia, la Geologia, la Statistica, l’Arte, l’Igiene, la Geografia, la Storia, ogni progresso umano, ecc. secondo la ragione subordinata alla fede: dovrà dare la Famiglia Paolina.72
Dal 1895 al 1915 vi erano state molte deviazioni73 in materia sociale, teologica, ascetica, così da scuotere le basi di ogni verità e della Chiesa; anzi tentarne la distruzione. Il Santo del Fogazzaro74 era stato un esempio impressionante; per i più, chi non lo lodava era un retrogrado, ma poi era stato condannato.
Tutto gli fu scuola. La prima cura nella Famiglia Paolina sarà la santità della vita, la seconda la santità della dottrina.
Dovette per quattro mesi, nell’anno 1904, organizzare un’accademia sopra San Tommaso d’Aquino. Fissare gli argomenti e guidare i chierici nello svolgerli. Tema generale: la base tomistica del pensiero in mezzo al caos delle idee.
Il suo discorso commemorativo: il venticinquesimo dell’enciclica Æterni Patris sopra la Filosofia.75
Ne ebbe vantaggio spirituale e guida. Nessuna santità dove non vi è la verità, o almeno l’amore alla verità; la santità della mente è la prima parte. Nessun orientamento senza la Logica; nessuna veduta larga senza la Metafisica; nessuna via sicura, se non nella Chiesa.
Spirito paolino
La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di San Paolo, sotto lo sguardo della Regina Apostolorum.
In essa non vi sono molte particolarità, né divozioni singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo-Maestro e nella Chiesa. Lo spirito di San Paolo si rileva dalla sua vita, dalle sue lettere, dal suo apostolato. Egli è sempre vivo nella Dogmatica, nella Morale, nel culto, nell’organizzazione della Chiesa.76
Segreto di grandezza è modellarsi su Dio, vivendo in Cristo. Perciò sempre [sia] chiaro il pensiero di vivere ed operare nella Chiesa e per la Chiesa; di inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva,77 Cristo-Eucaristia; di pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di San Paolo.
Perciò fondamentali articoli delle Costituzioni78 sono:
154 «La pietà venga specialmente e di continuo nutrita con lo studio di Gesù Cristo Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita; in modo che tutti sul Suo divino esempio crescano in sapienza, in grazia e virtù, venerando Dio con profonda religione in spirito e verità, e amandolo sinceramente con la mente, con la volontà, col cuore e con le opere».
177 «Nell’apprendere e nell’insegnare le varie materie, bisogna far sì che gli studi siano sempre ordinati e coltivati in modo tale che Gesù Cristo nostro Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita, sia da noi sempre più intimamente conosciuto e Cristo si formi pienamente nella mente, nella volontà e nel cuore; così diventeremo esperti maestri delle anime, perché prima siamo stati umili e diligenti discepoli di Cristo».
224 «La dottrina che si deve comunicare nelle edizioni, è quella che riguarda la fede, i costumi ed il culto, ricavata dalle pure fonti della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa».
Tutto l’uomo in Gesù Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto: natura, grazia, vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato sulle quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà.79
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